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Che cos’è la tecnica Bowen?

 

La tecnica Bowen è un sistema dinamico che lavora sui muscoli e sui tessuti del connettivo. Sviluppata da Tom Bowen a Geelong in Australia, viene anche chiamata l’omeopatia del lavoro corporeo. Essa utilizza leggeri e discreti stimoli tessutali che inducono un processo d’auto-guarigione, spesso profondo.

La tecnica Bowen generalmente determina la guarigione di molti disturbi specifici e vari problemi di salute sia acuti che cronici. Questo avviene in modo olistico attraverso la capacità innata del corpo di guarirsi. L’operatore fornisce dei segnali al sistema nervoso in punti specifici (muscoli, tendini, legamenti e nervi), il corpo rimane a riposo e risponde nei tempi e modi a lui propri.

Nelle situazioni acute l’operatore può agire direttamente sulla parte anatomica interessata perché il corpo non ha ancora avuto il tempo di compensare il disturbo e quindi di sviluppare lesioni di “accomodamento”. Questa è la situazione operativa di quanti lavorano in ambito sportivo-traumatico, mentre invece la maggioranza degli operatori generalmente lavora con clienti nei quali le condizioni di disturbo si sono sviluppate nel corso degli anni, dove i pattern di reclutamento muscolare e le posture compensatorie adottate sono divenuti complessi ed intricati nelle loro relazioni. Piuttosto che focalizzare l’interesse su un singolo disturbo la tecnica Bowen rivolge la sua attenzione al corpo nel suo insieme, migliorando l’equilibrio del sistema nervoso autonomo. La maggioranza della popolazione oggi vive costantemente in condizioni di elevato stress e quindi iperstimola la parte simpatica del sistema nervoso autonomo. La guarigione può aver luogo solo determinando uno spostamento dell’equilibrio dall’ipersimpaticotonia verso il riposo, il rilassamento e la riparazione tessutale cioò verso la parasimpaticonia. La tecnica sembra proprio catalizzare questa reazione di spostamento dell’equilibrio del sistema nervoso autonomo. Spesso durante la seduta il cliente cade velocemente in uno stato di profondo relax e si addormenta. Questo spostamento dell’equilibrio potrebbe spiegare in parte l’osservazione comune del riattivarsi durante la seduta dei processi di guarigione in casi di trauma, malattia o intervento chirurgico che avevano raggiunto una fase di stallo.

Una seduta dura da 30 a 45 minuti. I movimenti sono delicati, ma precisi ed intenzionali; possono essere svolti attraverso i vestiti secondo le preferenze del cliente. Il cliente sta su un lettino per massaggi o può stare seduto su una sedia, se indicato, purché in modo confortevole. In una seduta s’inizia sempre a lavorare sulla schiena inferiore, poi sulla schiena superiore, poi sul collo. Una seduta comprende una o più procedure ognuna delle quali comprende a sua volta dei gruppi di movimenti. Ogni gruppo è intervallato da un periodo di attesa di alcuni minuti affinché il corpo inizi a reagire. Il cliente è pronto per un altro gruppo di movimenti solo dopo che il sistema nervoso ha agito sulla tensione dei muscoli interessati dalla procedura. In contrasto con altre discipline manuali dove l’operatore induce una determinata correzione sulle strutture neuro-muscolari del cliente, nel Bowen il corpo viene sollecitato a correggersi da sé in una forma d’autoguarigione attraverso minimi interventi manuali. A causa della leggerezza del lavoro e della persistenza nel tempo delle risposte del corpo a questo, altre forme di terapia manuale applicate entro 4 o 5 giorni dopo la seduta possono interferire sulla sua efficacia.

Come agisce il Bowen?

Ci sono molte teorie che tentano di spiegare i meccanismi fisiologici attraverso i quali il Bowen produce i suoi effetti. I movimenti Bowen possono stimolare l’autoguarigione attivando i seguenti meccanismi:

  • Riflesso da stiramento: la maggioranza dei movimenti vengono svolti o sull’origine, o sull’inserzione o sul ventre muscolare dove sono situati i recettori (fusi neuro-muscolari) che informano il sistema nervoso sullo stato di tensione, lunghezza o stiramento del tessuto muscolo-tendineo. Questi recettori vengono stimolati durante la fase di messa in tensione e rotolamento del tessuto durante il movimento Bowen modulando l’informazione ricevuta dal sistema nervoso centrale. Questo può agire sul circuito dolore/spasmo muscolare.
  • Propriocettori articolari: tutti i movimenti praticati attorno ad un’articolazione agiscono direttamente sulla capsula articolare e sui legamenti entrambi riccamenti dotati di propriocettori. Anche su queste strutture il Bowen stimola l’invio di informazioni al sistema nervoso centrale che le legge come un invito alla normalizzazione delle funzioni articolari.
  • Fascia: ogni movimento è svolto a livello della fascia superficiale ed interessa i suoi rapporti con i nervi, muscoli e tendini sottostanti. La fascia gioca un ruolo estremamente importante nella coordinazione della contrazione muscolare, nell’allineamento posturale e nell’integrità somatica generale e strutturale. Queste funzioni vengono intaccate da irrigidimenti fasciali, contratture, distorsioni e disidratazione tessutale.
  • Riflessi segmentari spinali viscerosomatici: alcuni movimenti utilizzano questi riflessi che producono reazioni negli organi interni attraverso la stimolazione della pelle, dei muscoli e dei nervi.
  • Punti di agopuntura e meridiani: la maggioranza dei movimenti avviene su punti di agopuntura e alcuni attraverso le localizzazioni di 2/3 meridiani contemporaneamente. Gli agopuntori hanno messo in relazione le indicazioni e gli effetti dei movimenti Bowen con i corrispondenti punti di agopuntura. Inoltre, hanno rilevato delle variazioni immediate nella qualità dei polsi cinesi in risposta ai movimenti Bowen. La sovrapposizione di questi due sistemi potrebbe spiegare le forti componenti vibrazionali della tecnica ed i suoi effetti sugli organi interni.
  • Risonanza o vibrazione armonica: i movimenti Bowen attivano un sistema vibrazionale che riconduce il corpo a uno stato di equilibrio ed armonia.
  • Linfatici: alcune procedure attivano il drenaggio linfatico stimolando il sistema immunitario.
  • Disintossicazione: durante una seduta spesso si attiva un processo di disintossicazione migliorando così le funzionalità del corpo a livello cellulare.

Applicazioni del Bowen.

La tecnica Bowen è indicata per qualsiasi condizione clinica. Alcune condizioni che rispondono particolarmente bene al Bowen sono:

  • Lombalgia/sciatica
  • Problemi digestivi/intestinali
  • Otalgia e problemi temporomandibolari
  • Emicranie e altri tipi di cefalea
  • Fibromialgia e sindrome da affaticamento cronico
  • Problemi a piedi/caviglie/ginocchia/anche
  • Irregolarità mestruali/ormonali
  • Problemi al collo e alla spalla
  • Dolori inguinali, asimmetrie pelviche ed irregolarità nelle lunghezze degli arti inferiori
  • Problemi respiratori, comprese le allergie
  • Tunnel carpale, gomito del tennista
  • Traumi sportivi e distorsioni articolari in genere

Per saperne di più

www.bowenitalia.org
www.bowtech.com